|
|||||||
|
|
composizioniimpossible all rights reserved
Andrea Tonellotto e la polaroid. di beppe bolchi
Una idea, un progetto ben definito, chiaro sia per il soggetto che per gli strumenti da utilizzare.
Una realizzazione rigorosa effettuata con massima cura. Risultano evidenti la ricerca dell’essenzialità, le strutture dedicate all’uomo, l’assenza dell’uomo come attore, ma la sua presenza come progettista, come utilizzatore. La luce, o più spesso le ombre, figure geometriche, figure astratte, quali contrapposizioni si riescono a catturare attraverso queste immagini! Andrea ci conduce per mano in un mondo reale e al tempo stesso astratto, ci guida dove il confine fra realtà e visione è molto labile, sfrutta i solidi muri per portarci verso il vuoto. Ci obbliga a cercare uno spiraglio verso l’alto, a evadere dalle prigioni che ci siamo costruite, a liberare la nostra fantasia. Interpretazione positiva o negativa? A ognuno la sua, io sono ottimista, Andrea cerca di avvisarci, di sollecitare una presa di coscienza, città e fabbriche ci stanno richiudendo in spazi ristretti. Non ci propone una soluzione, possiamo accettare di restare o decidere di andarcene, rimanere prigionieri o liberarci, andare in campagna, in montagna, al mare, verso spazi più ampi, aria più pulita. Forse è proprio lì che sono già andati tutti! Andrea non offre la soluzione, né la suggerisce. L’obiettivo della sua Polaroid fa semplicemente una indagine e la fa con distacco, con rigorosa professionalità. L’uso del mezzo, gli apparecchi per le pellicole a sviluppo immediato, ben lungi dal rappresentare una limitazione, consente proprio l’approccio rigoroso. Non c’è finzione, non c’è manipolazione, sembra non ci sia nemmeno interpretazione. Al contrario, proprio la scelta del mezzo definisce la sua di interpretazione, un mezzo che non consente modifiche, che è “puro” e che quindi rappresenta la realtà così come lui l’ha vista, così come lui vuole che noi la vediamo. La ricerca, perfino spasmodica, della purezza delle linee, della composizione, del bilanciamento fra piani e masse, ci propone un mondo che sembra, invece, irreale, e solo la considerazione che si tratta di apparecchi e pellicole a sviluppo immediato, per definizione non falsificabili, ci riporta a una realtà, tangibile, che solo occhi attenti e una buona sensibilità consentono di vedere e di catturare. Beppe Bolchi |
||||||
|
|
|||||||